VERBALE ASSEMBLEA STRAORDINARIA NAZIONALE

                                         24-26 Ottobre 2014, Seraphicum, Roma


Il Centro Nazionale della Milizia dell’Immacolata ha organizzato un’Assemblea straordinaria nel periodo che va dal 24 al 26 Ottobre 2014 c/o il Seraphicum di Roma.

Il giorno 24 Ottobre 2014 i vari rappresentanti dei Centri Regionali della MI, presenti in Italia, sono stati accolti dai membri del Consiglio Internazionale e Nazionale della Milizia dell’Immacolata, per vivere un momento di convivialità, seguito da un’Adorazione Eucaristica animata dalla MI della Puglia e guidata da p. Luigi Carillo, vice Presidente MI.

Il giorno seguente, Sabato 25 Ottobre 2014, i gruppi MI si sono riuniti per la preghiera delle Lodi Mattutine e per partecipare alla Celebrazione Eucaristica.

Terminata la preghiera, si è aperta l’Assemblea alle ore 9.50 c/o la sala S. Giuseppe da Copertino.

La Presidente Nazionale Anna Dessì ha salutato tutti i presenti, precisando che questo incontro è stato fortemente voluto dal Consiglio Nazionale con l’obiettivo di lavorare insieme per l’Immacolata, cercando di testimoniare l’amore di Gesù, presente nella nostra vita, al prossimo.

La Presidente Nazionale ci illustra il programma della giornata e ci presenta il nuovo Assistente Nazionale p. Mauro De Fillipis insieme a tutti i membri del Consiglio Nazionale: p. Luigi Carillo vice Presidente, i Consiglieri Diego Torre, Margherita Perchinelli e Geraldo Volpe; i membri del Consiglio Internazionale: p. Raffaele di Muro Assistente e Raffella Guzzani Presidente.

Sono presenti all’Assemblea i seguenti Centri Regionali della MI: Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Marche, Puglia, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia .

I lavori hanno inizio con la relazione di p. Raffaele Di Muro: “ Chiamati ad illuminare le tenebre”.

Il nostro Assistente Internazionale ci presenta il tema di questo anno associativo che è “ Chiamati ad illuminare le tenebre”, ricordandoci che il nostro padre fondatore S. Massimiliano Kolbe è stato una luce nel mondo. Egli ci pone una domanda: “ Come facciamo ad illuminare le tenebre?”

Il nostro amato Papa Francesco ci suggerisce di illuminare le tenebre con la gioia; S. Massimiliano Kolbe è stato in grado di portare la gioia in una realtà molto dolorosa, quella dei lager. Noi militi, presi per mano dall’Immacolata, siamo chiamati a portare la gioia e la speranza nella nostra realtà quotidiana. Kolbe con il suo gesto d’amore ha portato gioia e speranza in un luogo, dove questi due aspetti, sono stati completamenti sottratti all’essere umano.

Noi possiamo essere luce nel mondo, ma come cristiani dobbiamo chiederci ogni giorno su come portare questa luce, come illuminare tutto ciò che ci circonda.

Kolbe è stato luce nelle tenebre e ci invita a seguirlo per illuminare il buio che caratterizza l’umanità dei nostri tempi.

La seconda relazione della mattina è stata esposta dal Consigliere Diego Torre: “L’Immacolata e l’affidamento a Lei: cuore della MI”.

Per comprendere il nostro carisma è fondamentale rivedere come S. Massimiliano Kolbe ha dato vita alla MI e ai suoi fondamenti, per poi vedere come, oggi, possiamo vivere ed applicare gli stessi.

Kolbe ha fondato la MI il 16 Ottobre del 1917, in quanto credeva ed era fortemente convinto che solo consacrando la nostra vita all’Immacolata possiamo essere capaci di vincere ogni sorta di male.

Il nostro fondatore voleva vincere l’eresia del tempo, la quale non è altro che la negazione e il pervertimento della Verità; negazione che viene combattuta dall’Immacolata.

Sappiamo dalle Scritture, che c’è un serpente che insidia il calcagno dell’Immacolata, la quale gli schiaccerà la testa, e che chiunque si consacra a Lei, non può non essere insidiato dal serpente (= tentazioni, persecuzioni, abbattimenti,ecc…).

Lo stesso Kolbe, nella sua vita, ha affrontato persecuzioni, sconfitte e malattia, ma non ha mai perso la speranza.

Quante volte noi pensiamo che lavorare per la Sua causa non ci porta a nulla?

Ma Kolbe ci risponde AFFIDIAMOCI A LEI. Siamo chiamati ad avere più fiducia in Lei, a lasciarci condurre per mano da Lei. Di fronte al male, Kolbe risponde donando la sua vita per un padre di famiglia, in testimonianza del suo amore per Maria.

Consacrarsi a Maria significa dare tutto di noi stessi a Lei per far sì che Ella disponga di noi come vuole, per realizzare ciò che si è detto di Lei. Diveniamo Suoi strumenti per installare nelle anime indifferenti e smarrite l’amore per il Sacro Cuore di Gesù, così da estendere il Suo Regno nel mondo. Gesù vuole trionfare in tutto il mondo.

La MI nasce per contenere il male e promuovere l’amore per estendere, nel mondo, il Regno di Cristo attraverso la mediazione dell’Immacolata. Il milite, non può chiamarsi tale, se non è missionario.

La consacrazione associata alla missione dà vita alla MI, mentre senza missione è solo devozionismo.

Quest’ultimo è la causa del male che oggi colpisce il nostro movimento.

Monfort nella sua “ La vera adorazione a Maria” afferma che, chi si consacra all’Immacolata è chiamato a contenere il male e a promuovere il bene. Più conosciamo Maria, più dobbiamo identificarci a Lei, per trasformare il nostro essere in Lei.

Kolbe ci invita a contenere il male del nostro tempo, ma per farlo dobbiamo conoscerlo.

Ma perché è necessario conoscere il male?

Il milite deve conoscere il male che dilaga nel mondo, in quanto solo così potrà contenerlo e rispondere ad esso con il bene. Il male odierno è il RELATIVISMO. L’uomo, oggi, difende e lotta per una libertà illusoria, ovvero, la libertà di fare o provare ogni sorta di cosa. Il male peggiore è FALSARE LA VERITA’ usando termini come l’amore, il diritto e la libertà. Il relativismo fa credere all’uomo che lui può decidere cosa sia amore o cosa sia la libertà.

Qui subentra il milite, il quale ha come missione la ricerca della Verità per conformarsi ad essa, per aiutare l’Immacolata a trionfare sul male che vuole distruggere tutto. Noi non possiamo come militi non combattere, non lavorare per la Sua causa.

 

Terminata la trattazione della relazione si è aperto un dibattito.

P. Luigi Carillo, rispetto alla relazione sopra esposta, precisa che noi militi oltre ad essere chiamati a contenere il male, dobbiamo divenire il “piede” dell’Immacolata che schiaccia la testa del serpente. Punto saliente per un milite è la FORMAZIONE come strumento per cogliere e riconoscere nel nostro tempo qual è il male e come si manifesta.

In un secondo momento, p. Mario contesta alcune terminologie riguardanti il linguaggio di Kolbe, in quanto non corretti dal punto di vista teologico, ad esempio quando Egli parla dell’Onnipotenza dell’Immacolata. A tal proposito interviene p. Raffaele Di Muro, il quale precisa che è necessario fare una distinzione tra il linguaggio teologico e quello affettivo. Probabilmente, a livello teologico Kolbe non utilizza terminologie appropriate, ma Lui parlava con il linguaggio dell’amore, perché era un innamorato di Maria, era un folle.

Anche p. Mauro De Filippis sostiene che Kolbe parla da innamorato dell’Immacolata, inoltre è opportuno cercare di guardare alle espressioni del Santo contestualizzandole al momento in cui è vissuto. Non solo, ma di fronte all’importanza di una formazione del milite che lo aiuti a contenere il male, sostiene che è necessaria una formazione che tocchi la vita del milite, che lo aiuti a cambiare e maturare, fino ad essere testimonianza viva dell’amore di Dio.

A proposito della formazione p. Raffaele Di Muro ci informa che nell’Ottobre del 2017 sarà organizzato, dalla MI Internazionale , un Convegno-Congresso c/o il Santuario di Fatima; evento che prevede formazione e preghiera.

 

La Presidente Nazionale introduce un intervento di p. Tarcisio, il quale vuole puntualizzare alcuni aspetti di riflessione.

S. Massimiliano Kolbe ha ricevuto dallo Spirito Santo un carisma, lo ha sperimentato, e proposto agli altri. La Chiesa, nel tempo, lo ha esaminato, studiato e accettato, per cui tutti noi siamo chiamati a custodirlo.

Qual è il carisma di Kolbe? La consacrazione all’Immacolata;

Cos’è scaturito da questo? La Milizia dell’Immacolata.

Il carisma non si tocca, mentre oggi cercano di modificarlo, ad esempio, non si vuole più parlare di consacrazione bensì di affidamento. Cambiare nome significa cambiare identità, non possiamo permetterlo perché il carisma kolbiano è un’eredità e come tale dobbiamo custodirla.

P. Tarcisio esprime questo pensiero, partendo dalla critica di un libro edito dall’OFM e scritto da una missionaria.

P. Raffaele Di Muro interrompe questa critica, in quanto fermarsi troppo sull’analisi dei termini si finisce per perdere il senso della nostra missione. Precisa, inoltre che, la Chiesa permette l’uso del termine affidamento. Papa Francesco, inoltre, ci dice che non ha importanza parlare di consacrazione o affidamento, ma è importante VIVERE . In fondo, Kolbe nel campo di concentramento non si è soffermato al termine, ma ha donato la sua vita.

 

Il Consigliere G. Volpe ritorna alla missione del milite, sottolineando la difficoltà nell’essere missionario in un mondo come il nostro dove la Verità viene sostituita con l’opinione. Importante è rispondere a questo con la Verità che attinge la sua forza nella storia, storia della Parola di Dio e quella alla base del nostro carisma. Ciò per essere credibili, per non rischiare di essere considerati persone di non cultura.

Infine, p. Mario propone di costruire un sito Nazionale, il quale ha il compito di facilitare la comunicazione tra il Centro Nazionale e i Centri Regionali, e domanda se è opportuno farlo e se c’è la volontà di farlo.

La Presidente Nazionale Anna Dessì ricorda che c’è già un sito Nazionale, anche se non è possibile aggiornarlo per impossibilità ad accedervi, per cui chiede se si può risolvere questo problema o è preferibile oscurarlo e crearne uno ex-novo.

I lavori del mattino terminano alle ore 13.00.

 Nel pomeriggio l’Assemblea riprende alle ore 15.30 con la relazione tenuta da p. Luigi Carillo: “Servizio e ruolo nella MI”.

P. Luigi ci propone di chiederci “ Cosa dobbiamo fare?”

Per rispondere a questo quesito è opportuno analizzare tre punti:

1)     Siamo chiamati a partire da noi stessi, interrogandoci sia come cristiani a livello personale che come cristiani inseriti in una comunità. Vivere l’affidamento all’Immacolata significa contenere il male del nostro tempo, ma esso va conosciuto e combattuto, senza perdere però la nostra identità, il nostro carisma.

2)     Non possiamo essere militi se non viviamo il carisma della MI. Apparteniamo all’Immacolata e siamo chiamati a vivere il nostro carisma all’interno del movimento, fare un cammino di fede. Il rischio è quello di cadere nel devozionismo, per questo il milite deve impegnarsi in una formazione continua.

3)     Fondamentale nel nostro movimento è la presenza di un Assistente spirituale, il quale dà sia un supporto spirituale che formativo, definendo le linee guida da seguire durante l’anno associativo.

P. Luigi con queste parole introduce i lavori di gruppo che nel pomeriggio saremo chiamati a fare.

Le domande alle quali dovremo dare risposta ci servono per capire DOVE VOGLIAMO ANDARE come movimento e cammino di fede, questo è importante per capire come impostare le nostre attività Nazionali, Regionali e locali.

Il Consigliere G. Volpe chiede “ Come possiamo fare perché gli assistenti ci chiedano di seguirci all’interno della MI?”

Mentre, il Presidente delle Marche Giovanni Gentilini domanda come mai gli assistenti che vengono assegnati alla MI, poi non la seguono.

P. Raffaele Di Muro sostiene che il problema sta nella formazione, la quale non è adatta a creare una sensibilità verso il nostro movimento. Lui come rappresentante dell’Ordine, ci garantisce il sostegno dell’Ordine, ma è importante anche l’impegno del laico.

 

La Presidente Nazionale nella sua linea programmatica ci ricorda alcuni punti salienti:

1)     Vivere la consacrazione nella propria vita;

2)     Valorizzare l’apporto e il lavoro dei laici;

3)     Portare un messaggio di amore e di carità;

4)     Formazione per la preparazione alla consacrazione e formazione continua;

5)     Lavorare nella Chiesa e in relazione alla Chiesa;

6)     Scambio di informazioni tra il Centro Regionale e quello Nazionale;

7)     Il milite ha il compito di vivere la preghiera e il suo apostolato nella realtà in cui si trova ad operare;

8)     Spendersi per i giovani, i quali vanno guidati e sostenuti, ma non dobbiamo sostituirci a loro facendogli trovare pronta ogni risposta;

9)     Creare nuovi gruppi MI cercando di studiare la realtà del luogo, fare un progetto adeguato ad essa e agire in modo concreto e graduale.

Il milite non è una persona qualunque, ma un figlio amato di Dio che viene chiamato ad illuminare le tenebre, partendo dal SI’ all’Immacolata e per mezzo di Lei a Cristo.

I gruppi esprimono ancora il bisogno di avere e vivere momenti di formazione e di scambio con i vari gruppi MI presenti in Italia, magari utilizzando anche i mezzi telematici.

A questo proposito interviene p. Raffaele Di Muro, il quale ricorda che nell’anno associativo 2014-2015 ci sarà un incontro formativo previsto per il 9 Maggio 2015 al Seraphicum a partire dalle 15.30. Poi ci sarà un week-and, in cui si farà un itinerario kolbiano nei seguenti luoghi:

–         S. Teodoro;

–         S. Andrea della Valle;

–         S. Andrea delle Fratte;

–         Colosseo;

–         S. Pietro.

 

Alle ore 17.30 iniziano i lavori di gruppo.

 

Dopo circa un’ora e mezza di lavoro e confronto, i partecipanti suddivisi in 3 gruppi hanno relazionato le loro risposte, che in modo riassuntivo sono state essenzialmente le seguenti:

1)     RIFLESSIONE PERSONALE: tutti i gruppi hanno riferito che la consacrazione/affidamento a Maria è un atto che dura tutta la vita e che, ogni giorno e in ogni circostanza della vita, viene rinnovato in modo consapevole. Esso è un atto che ci consente di aprirci alla vita e al prossimo e diviene sempre più uno stile di vita su modello dell’Immacolata.

2)     GRUPPI: il milite per crescere e fortificarsi nella fede e nel suo carisma ha bisogno di vivere all’interno del gruppo. In esso è importante rafforzare le relazioni con le persone che lo compongono, condividendo insieme, non solo il carisma e la missione, ma anche le gioie e i dolori della vita. I militi hanno bisogno di conoscere il loro fondatore, ma hanno ancora più bisogno di comprendere come poter applicare questi insegnamenti nella propria vita e quotidianità.

3)     RUOLI NELLA MI: tutti hanno riferito che l’Assistente ha il compito di seguire il gruppo nella sua crescita spirituale; il Presidente è quello che guida le attività del gruppo e il Consigliere fa da supporto al Presidente.

4)     CAVALIERE: tutti ritengono che esso sia uno strumento importante e va divulgato, ma va anche migliorato, in quanto negli ultimi anni sembra povero di contenuti, dovrebbe far conoscere di più le realtà locali e regionali dei gruppi MI e vanno risolti i problemi legati alla sua mancata ricezione da parte di molti militi. Ma si deve continuare a lavorare per migliorarlo perché, per noi, è un mezzo di apostolato.

 

Alle ore 20.00 si chiude l’Assemblea.

 

Durante la serata, alle ore 21.30, la MI dell’Emilia Romagna ha animato il Santo Rosario.

 

Domenica 26 ottobre 2014 i partecipanti all’Assemblea si riuniscono alle ore 8.00 per la preghiera delle Lodi Mattutine preparate dalla Regione Marche.

Alle ore 9.30 hanno inizio i lavori.

P. Mauro De Filippis, il nostro Assistente Nazionale, fa un punto dell’attività svolta in queste giornate e focalizza l’attenzione sulla GIOIA e sull’ACCOGLIENZA MATERNA come caratteristica fondamentale del milite; ciò perché egli è chiamato ad illuminare le tenebre in un mondo grigio come quello odierno.

Il nostro scopo?

Affidarci completamente a Maria, donarci completamente a Lei per portare le anime a Cristo, eliminando tutto quello che ostacola il nostro obiettivo. Un ostacolo è la DIVISIONE e lo SCORAGGIAMENTO.

Noi abbiamo parlato dell’assenza degli assistenti, ma p. Mauro ci chiede di aiutare i frati e i preti ad innamorarsi dell’Immacolata, questo è il primo passo da fare.

Il milite deve prima lavorare su stesso, poi può andare verso il prossimo, fare missione fino alle periferie del nostro tempo.

P. Mauro, partendo dalle parole di Papa Francesco, ci dice che vanno trattati 2 aspetti della MI e dell’essere militi:

1) MI AT INTRA, cioè il milite entra a far parte della MI per convertirsi in prima persona. Come può fare questo? Attenendosi alle parole di Papa Francesco, questo può avvenire:

– attraverso la Parola di Dio, la quale nutre, rigenera la fede; dobbiamo arricchirci della Parola di Dio per spogliarci dei nostri futili pensieri;

– camminare continuamente perché la Parola non rende statici, in quanto essa ci permette di crescere, di conoscerci e di farci conoscere dall’altro, per crescere come famiglia. Kolbe è un Santo perché per prima cosa conosceva se stesso. Lasciarsi illuminare dalla Parola di Cristo per poi essere luce nelle tenebre.

2) MI AT EXTRA, la missionarietà del milite. La missione è legata al nostro essere ed esprime ciò che siamo, per questo motivo è importante conoscere se stessi, partire da se stessi. Da qui, il milite, può partire per essere missionario nelle periferie, accogliendo l’altro come una madre, come Maria.

Dobbiamo recuperare uno stile di vita e di missionarietà, lo stile proprio di Maria.

La MI tocca la vita, la quale viene offerta a Maria, in tutti i suoi passaggi. Dobbiamo ritornare al grembo di Maria, scuola di conversione e santità. Spogliamoci del nostro IO e doniamoci totalmente a Lei. Il problema oggi sta nel fatto che dilaga la PAURA di fidarsi ed è qui che noi dobbiamo portare speranza e fiducia, seguendo lo stile di Maria, la sua accoglienza materna dell’altro.

P. Mauro ci propone il seguente schema:

MISTERO (= conoscenza di Maria e del carisma kolbiano)

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                  CELEBRATO (= intelletto e sacramento)

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PER LA VITA (= uscire fuori verso la periferia, chiedendo a Maria

di farci comprendere le urgenze del proprio territorio)

Dei militi chiedono:” Perché siamo felici quando usciamo dalle Chiese? “

Perché noi abbiamo incontrato il Cristo risorto e con l’affidamento a Maria abbiamo una speranza in più di incontrare Gesù.

Terminata la relazione, p. Mauro ci informa che il Consiglio Nazionale ha deciso di non oscurare il sito già esistente, ma di provare a recuperare le password per aggiornarlo e completarlo nelle sue impostazioni.

A questo punto, p. Mario propone, per le Regioni più grandi con più gruppi MI sul territorio, di occuparsi di essi, non solo con i mezzi telematici, ma anche dividendo lo stesso per aree.

Il presidente delle Marche Giovanni Gentilini interviene, informando i presenti che già nel suo territorio i gruppi MI sono stati divisi per aree e ogni area ha il suo Delegato Zonale, il quale fa da collegamento tra i centri locali e il Centro Regionale. Inoltre, il Consiglio Regionale si impegna a visitare i gruppi almeno 2 volte in un anno associativo, e anche di più per chi lo necessita.

Riguardo le consacrazioni, il Consigliere delle Marche Vincenzo Ricco chiede come sono i tempi da seguire per le persone che si vogliono consacrare. La Consigliera Nazionale Margherita Perchinelli sottolinea che noi dobbiamo accogliere la richiesta di consacrazione, poi ognuno ha i suoi tempi per maturare la consapevolezza di cosa comporta essere consacrati a Maria. Precisa, però, di essere subito chiari sui tre livelli di modalità di vivere la consacrazione ( MI1, MI2 e MI3), perché la persona, in tutta libertà, possa scegliere, il modo di viverla, più adatto al suo cammino di fede.

Il Centro Internazionale ci informa che sta elaborando un sussidio utile per la formazione alla consacrazione ; uno strumento uguale per tutti, poi ogni centro lo applicherà in base al contesto nel quale si trova.

P. Lorenzo chiede come si può proporre un cammino della MI in una realtà dove ci sono tanti movimenti mariani.

P. Mauro, risponde che noi proponiamo un cammino di fede, non un gruppo di preghiera; noi dobbiamo aprirci verso l’altro, proporre il nostro carisma rispettando la sua libertà sulla scelta da fare.

Infine, ci chiede di sostenere il Cavaliere sia economicamente con gli abbonamenti che qualitativamente apportando il nostro contributo, per esempio, scrivendo articoli per chi lo può o lo sa fare.

 

La Presidente Nazionale Anna Dessì ci indica le linee guida per l’anno associativo 2014-2015:

1)     Formazione dei militi:

  • Schede intenzione 2015;
  • Cavaliere;
  • Miles;
  • Convegno cattedra kolbiana 9 Maggio 2015 a Roma;
  • Itinerario kolbiano a Roma.

2)     Formazione dei leaders:

  • Scritti kolbiani;
  • Approfondimento delle pubblicazioni di p. Simbula;
  • Week-and formativo sulla famiglia il 7-8 febbraio 2015 c/o Seraphicum.

3)     Apertura dell’anno kolbiano 14 agosto 2015;

4)     Assemblea elettiva 25-27 Settembre 2015 a Pompei.

 

L’Assemblea elettiva si chiude alle ore 11.30 circa.

 

I partecipanti si spostano nella Cappella per la Celebrazione Eucaristica e la Consegna del Mandato organizzata dal gruppo MI dell’Abruzzo.

Terminato questo momento Solenne, si è vissuto un momento di convivialità per salutarsi e augurarsi un buon cammino di fede sotto la materna protezione dell’Immacolata.

 

SEGRETARIA REGIONALE MI-MARCHE

Simona Sampaolesi