Nel cuore della spiritualità francescana, la Milizia dell’Immacolata delle Marche, insieme alla Milizia dell’Umbria, ha vissuto un pellegrinaggio ad Assisi che è stato molto più di una semplice visita: un vero cammino dell’anima verso le sorgenti della fede.

Eravamo centotrenta pellegrini, uniti dal desiderio di lasciarci rinnovare interiormente e di affidarci con fiducia all’Immacolata, camminando sulle orme luminose di Francesco d’Assisi. Assisi non è soltanto una città: è un luogo in cui il Vangelo sembra ancora risuonare con una forza particolare, nella semplicità delle pietre, nel silenzio dei chiostri, nella memoria viva di una vita totalmente donata a Dio.

Giunti alla Basilica di San Francesco d’Assisi, abbiamo vissuto uno dei momenti più profondi del nostro pellegrinaggio: la venerazione delle spoglie del Santo, esposte in occasione degli ottocento anni dalla sua morte. Davanti al corpo di Francesco, custodito con amore dalla Chiesa, il tempo è sembrato fermarsi. Il silenzio della preghiera ha parlato più di ogni parola.

Quelle spoglie non sono soltanto memoria del passato: sono la testimonianza viva di un uomo che ha preso il Vangelo sul serio. Francesco ha scelto di spogliarsi di tutto per rivestirsi di Cristo, di farsi piccolo per lasciare spazio all’amore di Dio, di vivere la povertà non come rinuncia, ma come libertà. Davanti a lui abbiamo percepito con forza che la santità non è qualcosa di lontano o irraggiungibile, ma una risposta semplice e totale all’amore del Signore.

Il nostro cammino è poi proseguito verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove è custodita la piccola e amatissima Porziuncola, culla del carisma francescano. In quel luogo umile e santo abbiamo celebrato uno dei momenti più intensi della giornata: la Santa Messa, concelebrata dal nostro assistente spirituale Padre Benone.

Nell’Eucaristia, cuore pulsante della vita cristiana, tutto il nostro pellegrinaggio ha trovato il suo significato più profondo. Come Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano, anche noi abbiamo sentito nascere nel cuore il desiderio di rinnovare il nostro “sì” al Signore: un sì forse fragile, ma sincero, affidato con fiducia all’Immacolata. A Lei abbiamo consegnato le nostre vite, le nostre famiglie, le fatiche e le speranze del nostro servizio nella Milizia.

Questo pellegrinaggio ci ha ricordato che la fede non è solo un’idea o una tradizione, ma un incontro vivo che trasforma il cuore. Nella fraternità, nella preghiera condivisa, nei passi compiuti insieme, abbiamo sperimentato la gioia semplice del camminare come fratelli.

Tornando alle nostre case portiamo con noi una certezza che nasce dall’esperienza: quando il Vangelo viene vissuto con autenticità, come ci ha insegnato Francesco, diventa luce. Una luce capace di illuminare il cuore dell’uomo, di ricostruire la speranza e di rinnovare, silenziosamente ma profondamente, la vita del mondo.

 

Simona Sampaolesi

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