Oggi, Domenica 20 Gennaio 2019 alle ore 09.15 i Gruppi della Milizia dell’Immacolata – Marche , si sono riuniti c/o una sala del Convento – Santuario San Giuseppe da Copertino a Osimo, per vivere il 10° incontro di Formazione: “Con l’Immacolata nel cuore della Chiesa.”

L’incontro ha avuto inizio con un momento di preghiera, in cui in unità abbiamo recitato le Lodi Mattutine. Successivamente, il Presidente Regionale Giovanni Gentilini ha salutato e ringraziato tutti i gruppi presenti all’incontro. Inoltre, hanno partecipato alla Formazione anche il gruppo M.I. di Assisi con l’Assistente della Regione dell’Umbria p. Sergio Cognigni e il fondatore dell’Associazione “Aiutiamoli a vivere” Fabrizio Pacifici.

In totale hanno partecipato all’evento 80 persone circa.

A questo punto prende la parola il relatore fra’ Andrzej Tomkiel Cappuccino del Santuario di Loreto, il quale ha sviluppato il tema “Maria nelle Scritture”.

Padre Andrzej Tomkiel afferma che, nella stesura del suo lavoro, ha pensato a Padre Kolbe e al suo coraggio nel fondare una città su misura dei frati, nell’andare in Giappone appoggiando tutta la sua missione sull’amore di Maria e sull’essere un milite che lavora per la sua causa. Allora chiediamoci “Dove ha preso tutto questo coraggio?”.

Per essere sicuri che la fonte è giusta è necessario conoscere l’Immacolata, il suo compito nella salvezza del mondo, come collaboratrice del Figlio, ma pochi si sono soffermati   sulla sua personalità.

Egli si è agganciato al filosofo Origene, il quale viveva nell’assoluta povertà, dedito ai digiuni, nella notte si dedicava allo studio delle Scritture. Quest’uomo viveva la povertà come scelta estrema con lo scopo di conoscere la Parola di Dio, tralasciando tutto ciò che non era necessario per raggiungere questo suo obiettivo.

Origene ha scritto molte opere, ma tra le più importante sono state:

  • I principi ( trattato teologico);
  • Exapla ((Scritture in sei colonne).

Per lui era importante arrivare alla verità che è Cristo.

Egli è il primo autore nel tempo che ha fissato lo sguardo sulla figura di Maria per non isolarla bensì per accomunarla con tutte le persone nel cammino di fede. Lei è la capofila di questo cammino, ma seguendo i nostri passi con le stesse nostre difficoltà.

Origene è della convinzione che sotto la parola umana si cela la Parola di Dio … per lui in ogni cosa c’è un significato anche se non lo comprendiamo.

Maria è la cristiana di tutti i tempi … l’anima sposa dell’azione operante dello Spirito alla quale risponde con un atteggiamento di totale abbandono e operosità. Ella è la Parola nel cammino di fede e ci ricorda che la crescita nell’intelligenza dovrebbe diventare la crescita nella vita.

L’Annunciazione scritta da Luca ci fa pensare alla Vergine che è in ascolto, ed Origine si ferma sul turbamento avvertito da Maria di fronte a queste parole nuove … parole che la rendono guardinga perché è da comprendere se verrà da Dio.

L’ Angelo disse “ Ave piena di grazia” tale saluto poteva essere solo per Maria … Ella è colei che conosce la Legge dell’AT … ed è per questo che l’Angelo le disse di non temere.

Maria è protesa alla conoscenza del Figlio e come noi, cammina nel buio, verso la fede perfetta come comprensione e conoscenza del Figlio. Qui Luca parla dello smarrimento dci Gesù nel Tempio e il dolore di Maria e Giuseppe che lo cercano.

Per Origene Addolorati nel senso di cercare il Figlio di Dio …. La famiglia umana non poteva contenere il Figlio di Dio perché la potenza di Dio sorpassa ogni conoscenza umana.

Lo trovarono nel Tempio … anche noi dobbiamo affrettarci a recarci nel Tempio Verbo e Sapienza, Figlio di Dio.

La ricerca esterna del Figlio è lo specchio della loro sofferenza interna. Le parole di Gesù “perché mi cercavate?” indica che ancora Maria e Giuseppe non sono perfetti nella fede … nella conoscenza umana.

Cristo lo si deve cercare e lo si trova solo nel Tempio che è la Chiesa.

Maria deve molto camminare per giungere alla piena conoscenza del Figlio “ Figlio perché ci hai fatto questo?!”.

Maria sotto lòa croce è straziata dal dolore, non tanto nelle viscere di Madre bensì come credente di un Dio che muore … nel momento estremo della prova tocca un dolore profondo che infligge la spada del dubbio … anche in Lei si oscura la luce del verbo che muore anche solo per un istante.

Nel tempo della passione tutti gli Apostoli si scandalizzavano, la Madre del Signore rimase preservata da questo scandalo?

Qui ritornano le parole di Simeone “ la tua anima sarà trafitta dal dolore … dal dubbio”.

Origene mette in evidenza l’abisso della prova al quale la Madre è stata sottoposta nel suo cammino di fede, come noi!

Egli sottolinea che Gesù, come quando era nel Tempio in mezzo ai Dottori, ci interroga e ci ascolta parlare.

Nel cammino dell’amore Maria è al servizio della parola … anche Lei pur essendo amata e prescelta da Dio ha compiuto un cammino sempre in salita con la Parola che la sollecitava e la rendeva inquieta.

Il Magnificat della sua anima lascia intravedere quanto ha fatto in Lei il Signore. La parte di sé trasfigurata esulta nella lode al Signore. Ma proprio per questo trasmette all’altro la presenza del Signore e come nell’incontro di Maria con Elisabetta il bambino esulta nel suo grembo.

Maria come apostola rigenera nell’altro il Cristo permettendo al milite e all’uomo di farne esperienza.

Noi abbiamo imparato che chi non cammina, non progredisce si ferma arrestando così il progresso dell’animo del cristiano.

Il Signore desidera da noi lo sforzo di salire … di progredire.

Nel Magnificat si inizia con “l’anima mia fa grande il Signore” si fa grande attraverso le sue opere, aumentando la sua similitudine rispetto all’immagine di Dio. In queste parole Origene intravede l’espressione della perfezione di Maria. Ella diventa esempio per ogni uomo nel cammino di fede perché denota l’importanza di un continuo perfezionarsi per renderci simili a Cristo.

I Vangeli ci parla di Maria come prima discepola di Cristo … discepolato è essere fedeli a Cristo nel seguirlo, mentre nell’AT non esiste questo concetto. Più diventiamo discepoli … più ascoltiamo la Parola più diventiamo di Cristo.

Il discepolo apprende ciò che gli sta più a cuore … che lo apre verso un cammino di perfezione.

Oggi c’è l’urgenza della sequela per la Chiesa … per tutti noi.

La grandezza di Maria sta nell’essere stata discepola del Figlio.

Necessita di fare memoria di Maria, non in senso storico, ma attualizzando la sua figura cristiana. La memoria è significativa per la Chiesa perché contraddistinta dalla sequela e della fedeltà testimoniandolo nella lode e nella profezia.

Paolo VI ci ricorda che Maria è il modello da seguire per vivere i sacramenti cristiani. Per assimilare i valori giova applicare la dottrina disciplinare che ci indica come seguire Maria come modello e virtù. Maria è uno specchio che riflette il nostro seguire Cristo senza compromessi, sotto l’azione illuminatrice dello Spirito Santo.

Imitare Maria è riconoscere il suo cammino … seguendola adottando il suo genere di vita improntato sul seguire il Maestro.

Ogni milite è chiamato a seguire Maria nel suo cammino tutto in fieri, donandogli un volto materno. Importante riflettere sugli aspetti di Maria partendo dall’analisi della sua anima … del suo vissuto interiore.

Padre Andrzej ci consegna delle domande che ci aiuteranno a meditare le parole oggi ascoltate:

  • Maria e la parola: il cammino nella fede:
  1. Maria e la Parola di Dio;
  2. Maria e le parole del Figlio;
  3. Maria e la realtà del Figlio.
  • Maria a servizio della Parola: il cammino dell’amore.
  • Il Magnificat.
  • Fare memoria di Maria discepola.

 

Pausa (S. Messa e pranzo)

 

Nel pomeriggio riprendiamo i lavori con l’intervento di p. Mauro Valentini Assistente Regionale, il quale afferma che Maria è la Vergine dell’ascolto, e noi?

La Chiesa va riformata dall’interno e MAI dal di fuori, Gesù sta nel Tempio.

Maria a causa della passione di Gesù ha vissuto nel suo cuore il dolore … è stata trafitta dalla spada del dubbio e noi abbiamo tutto chiaro?

La Chiesa deve andare dietro al fondatore, a Gesù … non a coloro che invece vogliono affondarla.

La Chiesa è veramente profetica?

Si apre un confronto di riflessioni in aula.

Una milite di Filottrano esprime un suo dubbio, ovvero, oggi la Chiesa ha paura della profezia per cui un milite in che modo deve essere profetico?

Una signora di Osimo sottolinea che Maria non ha mai avuto dubbi.

Mentre un signore di Pesaro asserisce che Maria ha avuto dubbi perché senza di essi non si può crescere e discernere.

Prende la parola p. Andrzej Tomkiel affermando che questi interventi sono tutti belli perché nascono dalla nostra esperienza, ma è opportuno stare attenti perché la teoria dell’oriente non è stata mai completamente accolta dall’occidente, basta pensare alla spada del dubbio che facciamo fatica ad accettare. Il dubbio è molto di più della sofferenza fisica perché non passa e può dividere l’uomo. Esso mette in discussione il senso e il significato delle cose e delle esperienze. Per comprendere il dubbio di Maria siamo chiamati ad immedesimarci nella sua anima, ma l’uomo fa fatica in questo.

Il dubbio di Maria va accettato perché non le è dovuto tutto, ma come noi ha lottato … ha camminato.

Il profeta è colui che sa trasmette le cose di Dio, le cose di qualità ed è legato al coraggio dell’uomo in cammino verso il Paradiso.

Riferendosi al Vangelo odierno inerente le Nozze di Cana Maria sapeva cosa poteva fare Gesù per cui gli chiede un miracolo, ma non lo forza. Ella non lo fa abituare ad una realtà domestica, focolare per riportarlo a ciò che è destinato a fare qui sulla terra. Gesù ha una missione da compiere, ma nei tempi stabiliti, questo per mettere l’altro nella condizione di comprendere ciò che avviene.

Interviene Donatella Coppari Consigliera Regionale, la quale sottolinea che Maria è nata senza peccato per cui la sua lotta è stata minore rispetto alla nostra, chiedendo conferma.

Padre Tomkiel afferma che la questione non è maggiore o minore, ma che c’è stata perché anche lei ha sofferto … non ha capito …. Per cui doveva fare dei passi in avanti per riuscire a comprendere e di questo non dobbiamo avere paura perché nobilita l’uomo e il suo divenire.

Padre Mauro Valentini ricorda che Maria è una donna concreta, vive la vita della quotidianità non vive in una nicchia perfetta e immolata.

Una milite di Filottrano ricorda che l’Apostolo Paolo oggi dice che ognuno di noi ha un carisma che Dio gli ha donato, ma noi come li dobbiamo esprimere?

Padre Andrzej afferma che è necessario mettersi d’accordo con il proprio parroco per trovare il modo di esprimere il nostro carisma è un po’ come per il nostro ideale, non possiamo essere militi senza tenere conto di Padre Kolbe. Il bene della comunità è più importante di ogni interesse personale, altrimenti non viene dalla volontà del Signore. Il carisma deve essere per il bene della comunità, non per essere il centro della stessa.

Padre Mauro Valentini sottolinea che il sacerdote è la guida e lo stesso Gesù dopo aver compiuto il miracolo comandava alla persona di andare dal sacerdote perché potesse credere al segno, in altre parole bisogna avere discernimento e umiltà.

Terminato il confronto in aula, il Presidente Regionale Giovanni Gentilini presenta la fondazione Aiutiamoli a Vivere come proposta di missione. Egli è legato alla Associazione perché è nata con i Frati minori Conventuali, per cui desidera proporre questa realtà con la massima libertà di ognuno di noi di fare ciò che si sente, nel modo che ritiene più opportuno.

Prende la parola Fabrizio Pacifici, il quale racconta la sua storia e il suo incontro con fra’ Vincenzo Belli con il quale ha dato vita all’Associazione che ha lo scopo di aiutare bambini e famiglie della Bielorussia vittime del comunismo e soprattutto della nube di Chernobyl. Lo scopo è quello di trovare famiglie che diano la loro disponibilità ad accogliere questi bimbi per farli curare e respirare aria buona, migliorando così il loro stato di salute. Dagli anni 1980 ad oggi essa ha salvato 600.000 bambini.

Attualmente Aiutiamoli a vivere è una ONG riconosciuta. Come organizzazione prestiamo servizio in diversi modi:

  • Accoglienza;
  • Adozione;
  • Aiuti umanitari;
  • Vacanze/lavoro.

I ragazzi accolti non hanno intenzione di restare qui in Italia, bensì desiderano vivere là in Bielorussia per migliorare la loro terra emulando la realtà che hanno conosciuto nella nostra nazione.

Fabrizio Pacifici insieme ai frati, dopo la nascita della nuova provincia di S. Francesco sta ristrutturando i Conventi chiusi per utilizzarli per scopi sociali, per esempio il Convento di Cattolica ospita i bambini provenienti dalla Bielorussia.

Nel TIR della Speranza dello scorso anno Fabrizio sottolinea che siamo ripartiti da Grodno proprio lì dove ebbe inizio l’opera del Cavaliere di S. Massimiliano Maria Kolbe e nel TIR c’erano proprio gli aiuti umanitari donati dalla Milizia dell’Immacolata delle Marche.

Interviene p. Sergio Cognigni il quale spiega come i gruppi M.I. possiamo aiutare e collaborare con l’Associazione:

  • Creare gruppi di famiglie che possono ospitare i bambini per almeno due mesi dando loro la possibilità di migliorare lo stato della propria salute;
  • Donando aiuti umanitari (vestiario, cartoleria, igiene personale e cibo a lunga conservazione);
  • La firma del 5 per 1000.

Egli asserisce che la Milizia dell’Immacolata è chiamata a portare l’aiuto evangelizzando la Parola di Dio perché i ragazzi non hanno mai sentito parlare di Dio e ne hanno un bisogno spropositato.

Le famiglie che accolgono i bambini vengono tutelate e formate a questa esperienza dall’Organizzazione.

 

A questo punto il Presidente Regionale dà delle comunicazioni utili per i militi, nel seguente ordine:

  • Il 30-31 Marzo si terrà a Loreto il weekend spirituale;
  • Il 15-16-17 Febbraio c’è la Scuola di Formazione Nazionale a Roma;
  • Il 19-20 Ottobre la Giornata Nazionale a Siena;
  • Ci sarà il rinnovo del Consiglio Nazionale ed Internazionale per cui se qualcuno delle Marche vuole dare la propria disponibilità può farlo;
  • Informa che, insieme a p. Mauro Valentini, visiterà le Aree per vedere come stanno andando le cose, affrontare le problematiche che ci sono;
  • Invita ogni Area a fare una lista di possibili nomi di persone che potrebbero fare il Vicepresidente Regionale dato che la persona scelta il 14 Luglio 2018 ha dato le sue dimissioni;
  • Invita tutti a portare avanti il servizio per il quale sono stati chiamati con costanza ed umiltà;
  • Esprime la propria gioia ad una milite di Treia per il fatto che si è unita a noi in questa giornata e le promette che andrà a far visita al gruppo.

Il Presidente Regionale sottolinea l’importanza di formarci perché è un dovere del milite per dare all’altro, per crescere è giusto conoscere.

Inoltre, ricorda che da Maggio 2019 la legge sulla privacy sarà molto più puntigliosa per cui dobbiamo avere cura dei dati sensibili (dati anagrafici, numeri di telefono, e-mail) perché possiamo andare incontro a delle serie contravvenzioni. I dati personali li gestisce il Presidente Regionale e la Segretaria e in virtù dello scopo verrà concesso.

Interviene p. Sergio Cognigni asserendo che, nel caso della Milizia dell’Immacolata, partecipando ad un evento si autorizza automaticamente a pubblicare eventuali foto, chi non vuole lo deve dire apertamente.

All’interno del gruppo M.I. possono circolare, ma non per darli a terzi.

 

Si apre un piccolo spazio di condivisione fraterna all’interno dell’Assemblea nella quale vengono trasmesse le seguenti parole:

 

  • L’Assistente Regionale p. mauro Valentini racconta l’esperienza di Mogliano nella quale sono state invitate a cena delle coppie di neosposi, alle quali sono state donate delle bottigliette di vino cotto con due Medaglie Miracolose attaccate intorno alle stesse;
  • Egli sottolinea l’importanza dell’ultimo incontro della formazione alla Consacrazione, il quale dovrebbe essere incentrato sulla preghiera e la confessione;
  • Simona Sampaolesi segretaria regionale chiede che per la Consacrazione il calendario e i relatori siano concordati con lei, inoltre, ricorda che il kit ( attestato, regola di vita, un anno con Maria, il libro rosso di Padre Kolbe, le pagelline e la Medaglia) del consacrato deve essere uguale per tutti i militi;
  • Padre Mauro Valentini sulla questione di chi può o non può fare la Consacrazione afferma che è necessario che il consacrando sia in regola con i Sacramenti, che abbia almeno 14 anni e che cammini in linea con la Chiesa, ma le persone vanno accolte tutte e aiutate a fare un cammino di conversione, specialmente a quelle che vivono in situazioni particolari.

 

Alla fine di questa giornata di grande nutrimento spirituale e comunitario con i fratelli ci siamo salutati per rientrare alle nostre abitazioni, con l’impegno di camminare uniti verso la perfezione del nostro essere cristiani, sempre più simili al Maestro.

 

Segretaria Regionale – Simona Sampaolesi

 

 

 

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